
Scegliere un box doccia non è soltanto decidere se vuoi vetro o plastica: è capire come usi il bagno, quanto spazio concede il piatto, chi lo userà (nonni, bambini, cugini che entrano in palestra?) e quanto tempo vuoi passare a pulire le guarnizioni. Qui trovi una guida pratica, completa e — perché no — con un filo d’ironia per non ritrovarti con una doccia che fa più drammi di una soap opera.
1 — Prima domanda: che esigenza devi risolvere?
Spazio limitato → serve una soluzione salvaspazio (box angolare, semicircolare, scorrevole).
Accessibilità (anziani, disabili) → walk-in, filo pavimento o soglia bassissima, portasciugamani funzionali.
Design & valorizzazione casa → vetro temperato trasparente e profili minimal (framelss o semiframe).
Facilità di manutenzione → vetro con trattamento “easy-clean”, profili ridotti, guarnizioni accessibili.
Budget ristretto → box prefabbricato con profili in alluminio; però attenzione alla durata.
Uso intenso (famiglie numerose) → materiali robusti, vetro spesso, meccaniche affidabili.
2 — Tipologie principali e a cosa rispondono
Box angolare (90×90, 80×80, ecc.)
Perfetto per bagni piccoli: sfrutta l’angolo, disponibilità in scorrevole, battente o semicircolare. Buon compromesso tra ingombro e comodità.
Box semicircolare (a “mezza luna”)
Salvaspazio estetico: bello da vedere, comodo quando l’apertura è scorrevole. Ideale per bagni stretti ma profondi.
Box scorrevole
Ottimo per spazi con porte d’ingresso vicino: nessuna porta che apre a sbalzo. Più parti che devono scorrere bene: controlla rulli e guide.
Box battente / a libro
Apertura ampia, più “nobile” ma richiede spazio davanti. Elegante in bagni medi o grandi.
Box pieghevole (bi-fold)
Perfetto per nicchie o per chi vuole una soluzione economica e salvaspazio. Più giunti = più manutenzione su guarnizioni.
Walk-in / Open shower (doccia a filo pavimento)
Massima praticità e accessibilità. Super moderno. Va progettato bene per impermeabilizzazione e scarico. Ottimo in case dove il bagno diventa “spa personale”.
Nicchia (box su tre lati, con una parete esistente)
Soluzione semplice ed economica: un lato è già fatto. Può essere la scelta più pratica in ristrutturazione.
Box per vasca (combinato vasca-doccia)
Sostituisce la tenda: estetica migliore e meno schizzi. Occhio a misure e attacchi.
3 — Finiture e materiali: cosa guardare
Vetro temperato (obbligatorio per sicurezza): 4–6–8–10 mm. Più spesso = maggiore rigidità e senso di qualità.
Frameless (senza profilo): estetica pura, pulizia più semplice ma fissaggi più costosi e attenzione al vetro spesso.
Semi-frameless / con profili: buon compromesso prezzo/resistenza.
Vetro con trattamento anti-calcare (Easy-Clean): sì, per favore. Ti farà risparmiare tempo e spugne.
Profili in alluminio anodizzato o cromato: resistenti alla corrosione; evita le finiture troppo economiche che si ossidano.
Guarnizioni: intercambiabili e facili da smontare per la pulizia.
Piatto doccia: ceramica, acrilico, resina, pietra sinterizzata o piastrellato (fino a filo pavimento). Scegli in base a estetica, durata e anti-scivolo.
Sifone e scarico: accessibile per pulizia; alte portate (l/min) se hai soffioni grandi.
4 — Aperture: vantaggi e svantaggi
Scorrevole: + salvaspazio, − guide da pulire.
Battente: + ampia apertura, − richiede spazio frontale.
Pieghevole: + salvaspazio, − più giunti = più manutenzione.
Fisso (walk-in): + accesso immediato, + pulizia semplice, − può spruzzare se non studiata bene (servono pannelli o schermi aggiuntivi).
5 — Misure standard e scelta del piatto
Misure box comuni: 70×70, 75×75, 80×80, 90×90, 100×80, 120×80, 140×90.
Piatto doccia: alzato (10–15 cm) o filo pavimento (maggior effetto “open”).
Regola pratica: se puoi, punta a almeno 90 cm di profondità per docce confortevoli. Sotto gli 80 cm diventa “compromesso”.
Accessibilità: fatti guidare dall’utente più “fragile”: soglia < 3 cm o filo pavimento se serve accesso con sedia.
6 — Design e integrazione con l’ambiente bagno
Doccia grande = bagno che “vende”: alto valore estetico se integrate con rivestimenti e rubinetteria di qualità.
Rubinetteria: miscelatore termostatico consigliato (sicurezza temperatura). Soffioni a parete o overhead per effetto spa.
Nicchie e mensoline: integrate nelle piastrelle o pannelli per shampoo senza ripiani appiccicosi.
Illuminazione: faretti LED o strip sopra/entro la doccia per atmosfera e sicurezza.
7 — Installazione e impermeabilizzazione: non è un lavoro da improvvisare
Impermeabilizzazione sotto piatto o nel massetto (membrane liquidi o teli) è fondamentale.
Filo pavimento richiede pendenza corretta e scarico adeguato: progetto tecnico obbligatorio.
Installazione professionale raccomandata per tenuta, posa vetrata e sigillatura.
Doccia prefabbricata = meno problemi di tenuta, ma attenzione alla qualità dei materiali e delle guarnizioni.
8 — Manutenzione: come farla senza impazzire
Trattamento anti-calcare sul vetro → meno strofinacci e meno bestemmie mattutine.
Pulire le guide (scorrevoli) regolarmente: prevenire accumulo di sporco e blocchi.
Sostituire guarnizioni quando si usurano (non aspettare che si sfaldino).
Prodotti: pH neutro o specifici per vetri trattati; evitare candeggina aggressiva su alluminio.
Controllo sifone: pulire ogni tanto per evitare ristagni.
9 — Errori da evitare (vera lista nera)
Misurare “a occhio”: ordina il box sulla base delle misure precise.
Trascurare ingombro porta: porta che non apre = doccia inutilizzabile.
Scegliere vetro troppo sottile per soluzioni frameless: vibra e dà sensazione cheap.
Non prevedere pendenza e scarico adeguato per walk-in o piatto filo pavimento.
Comprare il prodotto più economico senza garanzia e installazione qualificata.
Dimenticare il trattamento anti-calcare in zone d’acqua dura.
Puntare solo all’estetica e dimenticare la manutenzione: vetri trasparenti = polvere e ditate in vista.
10 — Budget: quanto costa e dove risparmiare (senza pentirsene)
Low cost: box prefabbricati con profili economici e vetro sottile. Buoni per affitti o riempire la casa da studente.
Gamma media: buon vetro 6–8 mm, profili in alluminio, trattamento anti-calcare. Miglior rapporto qualità/prezzo per uso familiare.
Top di gamma: vetro 10 mm, frameless, piatto in resina o pietra, rubinetteria termostatica, installazione su misura. Vale l’investimento se resta nella casa a lungo.
Dove risparmiare: scegliere una ghiera/telaio standard invece di soluzioni su misura se lo spazio lo consente. Dove non risparmiare: impermeabilizzazione e scarico.
11 — Come scegliere, passo per passo (mini-checklist d’acquisto)
Misura lo spazio effettivo (altezza, profondità, eventuali ostacoli).
Decidi il tipo (scorrevole/angolare/walk-in) in base a uso e spazio.
Scegli il piatto (materiale e altezza) o il filo pavimento.
Opta per vetro temperato con trattamento anticalcario.
Controlla spessore vetro e garanzia del produttore.
Verifica tipo di apertura e spazio manovra.
Richiedi preventivo con installazione e impermeabilizzazione inclusi.
Firma contratto con tempi di posa e test finale (collaudo tenuta).
12 — FAQ veloci
Meglio vetro trasparente o serigrafato?
Trasparente allarga visivamente il bagno; serigrafato dà privacy e nasconde schizzi. Scegli in base al design e all’esigenza di privacy.
Filo pavimento o piatto rialzato?
Filo pavimento è elegante e accessibile ma richiede progetto e scarico adeguato. Piatto rialzato è più semplice in ristrutturazione.
Quanto dura un box doccia?
Ben installato e mantenuto: 10–20 anni. Vetro e profili di qualità durano di più; guarnizioni vanno sostituite.
Posso installarlo da solo?
Se hai un kit scorrevole standard e buona manualità, sì. Per walk-in, filo pavimento o interventi di impermeabilizzazione, chiama un professionista.
In estrema sintesi
Il box doccia perfetto non è quello che costa di più, ma quello che risolve il tuo problema quotidiano: entrare, lavarti bene, non scivolare, non dover strofinare vetro ogni weekend e sentirti a posto con l’estetica della casa. Misura con cura, privilegia la tenuta e la semplicità d’uso, non risparmiare sull’impermeabilizzazione e, soprattutto, scegli una soluzione pensata per chi vive il bagno (non per Instagram).
Se vuoi, Gruppo Impianti Ristrutturazioni può: fare sopralluogo, proporti soluzioni su misura, gestire impermeabilizzazione e posa a regola d’arte. Se ci dici le misure del bagno e il budget indicativo, ti prepariamo una prima lista di soluzioni pratiche con pro/contro (e qualche battuta per rendere la scelta meno noiosa).

