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Come capire se la tua casa disperde calore (senza dover indossare il piumino in salotto)

2025-10-30 09:14

GIR

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Come capire se la tua casa disperde calore (senza dover indossare il piumino in salotto)

Scopri come individuare (e fermare) le dispersioni di calore in casa, risparmiando sulla bolletta senza dover vivere col piumino addosso.

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Immagina questa scena: è febbraio, accendi il riscaldamento e — con perfetto tempismo — il tuo salotto decide di imitare il Polo Nord. Tu, felice proprietario di bollette gonfie come un pallone, ti chiedi: “Ma dove va tutto quel calore?”. Tranquillo: non serve vestirsi da esploratore polare per scoprirlo. Con un po’ di osservazione, qualche test semplice (anche fai-da-te) e un pizzico di logica, puoi capire dove la tua casa perde calore, quanto ti costa questa perdita e quali interventi — dall’immediato al radicale — sono più efficaci.

Questo articolo è pratico, profondo e un filo sarcastico: ti spiego cause, test, calcoli concreti, priorità d’intervento e come parlare con l’installatore senza sembrare un pirla. Prendi una tazza di tè (calda, speriamo) e procediamo.

1. Prima di tutto: perché disperdere calore è una cosa seria (e non solo perché fa incazzare la bolletta)

Perdita di calore = più energia consumata = bollette più alte + maggior impatto ambientale. Ma è anche:

Comfort ridotto (quella sensazione che il divano sia un blocco di ghiaccio),

Possibili problemi di condensa e muffa,

Impianto di riscaldamento sovradimensionato per compensare dispersioni.

Capire dove e come perdi calore significa prima di tutto risparmiare soldi e vivere meglio.

2. I punti più comuni di dispersione (l’elenco dei colpevoli)

Infissi vecchi o mal sigillati (finestre, porte finestre): spesso la causa principale.

Pareti non isolate o con ponti termici: murature singole, casseri non coibentati.

Tetto e sottotetto: dispersione verticale che può superare il 25% del totale.

Solaio verso il garage o il seminterrato: superfici a contatto con ambienti non riscaldati.

Pozzetti e passerelle impianti, attacchi tubazioni: piccoli buchi, grandi problemi.

Veneziane/avvolgibili con cassonetti non isolati: cassonetti spesso ignorati diventano camini di freddo.

Serramenti e guarnizioni usurate, spifferi sotto le porte.

VMC o prese d’aria mal progettate: ventilazione è necessaria, ma se non bilanciata perde calore.

3. Test rapidi (fai-da-te, senza attrezzi costosi)

Questi test ti dicono dove guardare; non sostituiscono un’indagine professionale, ma sono utilissimi.

Test del foglio di carta per gli spifferi

Apri il termo in casa, avvicina un foglio di carta leggero o una fiamma spenta vicino a battenti, telai delle finestre e prese aria. Se il foglio viene attratto o la fiamma si piega, hai uno spiffero.

Test della porta chiusa (semplice ma efficace)

Con la porta di ingresso chiusa, abbassa una pallina di carta o un fazzoletto vicino al perimetro: se entra aria, sigilla. È banale ma spesso funziona sulle soglie.

Ascolta la casa

Al buio e con il silenzio, passati una mano vicino alle giunture delle finestre: la pelle percepisce correnti d’aria che l’occhio non vede.

Test del bicchiere di acqua fredda

Appoggia un bicchiere con acqua fredda vicino a una parete (di notte). Se in poco tempo si formano goccioline o condensa, la parete è fredda e potrebbe esserci rischio di condensa/muffa.

Test muro-vs-mano

Passa la mano sulla parete: se è fredda rispetto alle altre, è un punto di dispersione. Non scientifico, ma spesso rivelatore.

4. Test professionali (quando chiamare un tecnico)

Se vuoi numeri e priorità d’intervento, chiama un professionista per:

Termografia a infrarossi

Una telecamera termica (in inverno, con impianto acceso e differenza sufficiente tra interno ed esterno) mostra con chiarezza ponti termici, dispersioni attraverso vetri e infissi, zone mal isolate. È il modo più veloce per vedere il calore che scappa.

Blower door test (test di tenuta all’aria)

Una porta-montata fan crea depressione in casa e misura il ricambio d’aria involontario (air changes per hour — ACH). Serve per capire quanto la casa perde per infiltrazioni d’aria e fornisce un valore quantitativo da usare per progettazione.

Termografia + audit energetico completo

Oltre ai dati visivi, un tecnico può effettuare calcoli di dispersione, suggerire interventi mirati e stimare risparmi e tempi di rientro.

5. Capire i numeri: un esempio pratico (calcoli passo-passo)

Facciamo un esempio semplice per capire quanto può costare la dispersione attraverso un vetro (sì, lo so: ami i numeri).

Situazione semplificata:

Finestra: superficie vetro = 2 m².

Coefficiente di trasmittanza termica del vetro (U) = 2,8 W/m²K (vetro singolo o vecchio doppi vetro con U alto).

Differenza di temperatura tra interno ed esterno (ΔT) in inverno = 20 K (es. 20 °C dentro, 0 °C fuori).

Ore di funzionamento riscaldamento al giorno = 10 ore.

Giorni di utilizzo intenso al mese = 30 giorni.

Prezzo del kWh elettrico/gas ipotetico = 0,25 €/kWh (usa la tua tariffa per precisione).

Calcolo della potenza dispersa (W) attraverso la finestra:

U × A × ΔT = 2,8 × 2 × 20.
Calcolo digit-by-digit: 2.8 × 2 = 5.6. 5.6 × 20 = 112 W.

Quindi la finestra disperde 112 W (cioè 0,112 kW) continuamente con quella ΔT.

Energia dispersa in un giorno (kWh):
2. Potenza (kW) × ore di funzionamento = 0,112 kW × 10 h = 1,12 kWh/giorno.
Calcolo: 0.112 × 10 = 1.12.

Energia dispersa in un mese (30 giorni):
3. 1,12 kWh/giorno × 30 giorni = 33,6 kWh/mese.
Calcolo: 1.12 × 30 = 33.6.

Costo mensile di quella finestra:
4. 33,6 kWh × 0,25 €/kWh = 8,40 €/mese.
Calcolo: 33.6 × 0.25 = 8.4.

Quindi, una sola finestra in queste condizioni può costarti circa 8,40 € al mese (e attenzione: se hai 6-8 finestre il conto sale). Questo è un esempio semplificato: in una casa reale entrano molte altre variabili, ma rende l’idea.

6. Priorità d’intervento: dove conviene agire prima

Non tutto vale lo stesso: per massimizzare comfort e risparmio, segui questa priorità:

Eliminare spifferi (guarnizioni, soglie porte) — intervento low-cost, rientro immediato.

Isolare il sottotetto (se non è già fatto) — ottimo rapporto costo/beneficio.

Sostituire o migliorare infissi (vetri basso emissivi, serramenti con taglio termico) — investimenti medi, grande effetto.

Isolare pareti esterne (a cappotto o dall’interno) — intervento strutturale ma molto efficace.

Isolare solaio verso non riscaldato e pavimenti se necessario.

Interventi impiantistici: termoregolazione, valvole termostatiche, zone, contabilizzazione — migliorano l’efficienza di ciò che già hai.

Soluzioni avanzate: sostituire caldaia con pompa di calore, integrazione fotovoltaico + batterie — valutare dopo aver ridotto dispersioni.

7. Interventi pratici e soluzioni — dal più semplice al più strutturale

Azioni rapide ed economiche (spesso fai-da-te)

  • Sigillare spifferi con guarnizioni adesive o silicone.
  • Sostituire spazzolini sotto porte.
  • Tende pesanti o pannelli isolanti temporanei per la notte.
  • Pellicole termiche per vetri (soluzione temporanea per vetri vecchi).
  • Miglioramenti a costo medio
  • Sostituzione guarnizioni infissi e regolazione serramenti.
  • Doppi vetri o vetri basso emissivi.
  • Isolamento sottotetto con pannelli o insufflaggio.
  • Coibentazione cassonetti tapparelle.
  • Interventi strutturali (costi maggiori, risultati forti)
  • Cappotto termico esterno o interno.
  • Sostituzione completa infissi con serramenti ad alte prestazioni (U basso).
  • Isolamento solaio e pavimenti.
  • Progettazione termica dell’edificio (audit + interventi mirati).

8. La questione dei costi e del ritorno: un paio di considerazioni realistiche

Interventi low-cost (guarnizioni, isolare sottotetto in modo economico) spesso rientrano in 1–3 anni.

Infissi nuovi: rientro in 5–15 anni a seconda della zona climatica, tariffe energetiche e incentivi.

Cappotto termico: costo iniziale elevato, ma risparmio notevole, rientro spesso su 10–20 anni; incentivi fiscali possono ridurre di molto il tempo di rientro.

Consiglio pratico: chiedi più preventivi, confronta il costo per m² isolato e considera gli incentivi fiscali o locali (se disponibili).

9. Errori comuni (e come non farli)

Isolare senza risolvere gli spifferi: migliora le pareti ma lasci le finestre rotte? Poco senso.

Dimensionare male la ventilazione: isolamento senza ventilazione porta muffa.

Scegliere materiali economici e mal installati: l’installazione conta quanto il materiale.

Fare lavori a macchia di leopardo: interventi frammentari possono non dare i risultati sperati; segui un piano.

10. Bonus: come parlare con l’installatore (frasi utili, non da tonto)

  • “Mi fai vedere i dati di progetto termico e i calcoli di dispersione?” — sì, è tuo diritto.
  • “Hai valutato ponti termici e cassonetti tapparella?” — spesso ignorati.
  • “Potresti includere termografia o blower door nel preventivo?” — molto utile per priorizzare.
  • “Qual è il tempo di ritorno stimato su questo intervento?” — vogliamo numeri, non promesse.
  • “Quali materiali userete e qual è la loro certificazione?” — evita chi risponde vago.

11. Checklist rapida (stampa e porta con te quando valuti la casa)

  •  Controllo spifferi alle finestre e porte (test carta/fumo).
  •  Ispezione cassonetti e tapparelle.
  •  Verifica isolamento sottotetto (presenza e spessore).
  •  Controllo pareti per punti freddi e muffa.
  •  Valutazione serramenti: vetro singolo? doppio? guarnizioni?
  •  Verifica solaio verso ambienti non riscaldati.
  •  Considera termografia o blower door se vuoi dati quantitativi.
  •  Richiedi preventivi con calcolo risparmio stimato e tempi di rientro.
  •  Controlla incentivi e detrazioni disponibili.

12. Non indossare il piumino per sempre (a meno che non sia di moda)

Capire se la tua casa disperde calore è il primo passo per spendere meno, vivere meglio e evitare che il divano diventi il luogo più freddo della terra. Inizia con i test semplici — quelli che puoi fare subito — e poi scala verso analisi professionali se vuoi numeri e priorità. Le soluzioni esistono, e spesso non richiedono miracoli: solo attenzione, progettazione e buoni artigiani.

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